Tag Title: 10 consigli per usarlo al meglio

title

Quando andiamo a scegliere un libro in una libreria, la prima cosa che guardiamo è sicuramente il titolo, e in ambito SEO anche Google fa lo stesso. Per cui questo tag è molto importante per i motori di ricerca, quanto il titolo di un libro per noi.

Ma nonostante questo, molti ne scelgono uno a caso, senza pensare realmente ad esso, a volte senza sapere come poterne massimizzare la resa; e questo è sbagliato, perché proprio come noi, Google da molta importanza al titolo. E in questo articolo capiremo come fare in modo che il suo giudizio sia positivo.

La differenza tra titolo e tag title

Quando i CMS erano agli albori e molte pagine web venivano “costruite” riga per riga, la differenza tra titolo e title tag era molto più marcata. Il primo veniva scritto per intitolare le pagine in funzione degli utenti, mentre il secondo era tutto dedicato a Google. Infatti solitamente veniva riempito con un elenco di keyword per cercare di acchiappare quante più serp (Search Engine Result Page) possibile. Molto spesso ci si imbatteva in un qualcosa del genere:

“Hotel Rimini, Alberghi Rimini, Migliori Hotel Rimini, Hotel Rimini Economici”

Oggi questo farebbe scappare qualunque visitatore.
Con la diffusione di Joomla e WordPress la differenza tra titolo e tag title è sempre più sottile, tanto che per molti sono addirittura la stessa cosa. Anche perchè l’utilizzo che se ne fà è una via di mezzo fra le due tipologie. Infatti si cerca di mettere le keyword in un contesto molto più familiare al lettore, utilizzando una frase che potrebbe essere questa:

“I migliori hotel di Rimini, dai più confortevoli ai più economici.”

Naturalmente bisogna sempre trovare il giusto compromesso tra l’elenco di parole chiave e la leggibilità del title stesso.

Perchè è cosi’ importante il title?

 

tag title in serp

La risposta è semplice: è il fattore on-page più importante di tutti gli altri. Sui browser del passato lo vedevamo sempre, perché compariva in alto sulla barra di stato; ad oggi tanto sul computer quanto su mobile, non lo vediamo nella barra di stato (che non c’è più) ma ne vediamo una parte in cima alle schede aperte.

Inoltre (cosa molto più importante) lo ritroviamo direttamente su Google nei risultati di ricerca: ricercando qualsiasi cosa vediamo rispettivamente il titolo (in blu), il link della pagina (in verde) e la descrizione della pagina (in nero).
Pertanto è importante essere comunicativi e persuasivi nei pochi caratteri (circa 70) che ci sono concessi, per convincere l’utente che ha trovato quello che cercava, e che nel nostro sito sarà migliore rispetto agli altri.

Il titolo è proprio la frase che bisogna inserire, in ogni singola pagina, perché altrimenti Google non lo trova. Nel caso non lo trovi, analizzerà tutta la pagina alla ricerca di un contenuto rilevante e metterà quello come titolo (solitamente il tag H1); essendo un processo automatico, gli errori sono all’ordine del giorno e non c’è da stupirsi se poi non riceveremo visite.

Esiste anche la possibilità che Google reperisca il titolo da Dmoz, per impedire questo è necessario usare il meta tag robot in questo modo:

<meta name=”robots” content=”noodp”>

Come si inserisce il tag title?

Il title è un tag che va inserito nella sezione <head> del sito, e la sintassi è la seguente:

<title>Il titolo della mia pagina</title>

Niente di più semplice. La lunghezza ideale dovrebbe essere di massimo 70 caratteri, ma non è una regola fissa, cio’ che è davvero importante è scrivere un buon title (ovviamente non si puo’ pensare di scriverne uno di 300 caratteri).

Altra cosa importante è che il titolo, oltre a dover esistere, deve cambiare da pagina a pagina.

Ogni pagina ha quindi il suo titolo, e anche se un sito è grande e può essere fastidioso metterne tanti diversi, è una cosa che va fatta, pena la penalizzazione del sito nei motori di ricerca. Ogni pagina deve avere il suo titolo, assolutamente diverso da tutti gli altri.

Come creare un titolo perfetto nelle pagine Web

Di seguito vi daremo una serie di regole importanti, e partendo dall’inizio, per creare un titolo perfetto. Non è obbligatorio utilizzarle tutte ma è chiaro come, se ne utilizziamo di più, il risultato sarà migliore rispetto all’utilizzarne un numero minore.

  • La prima cosa da tenere in considerazione è che il titolo ha una doppia funzione. Serve infatti sia a Google che all’utente, ad uno per l’ottimizzazione, all’altro per la curiosità di entrare (ricordiamo che è il testo blu dei risultati di Google). Per cui, un titolo del tipo “Epico! la trollata di Jerry Scotti a Carlo Conti! Devastante” magari crea curiosità per il contenuto ma per Google non va bene, non essendo presenti parole chiave rilevanti. Un titolo come “Carlo Conti Jerry Scotti battibecco discussione polemica” è nella situazione opposta, va bene a Google per le parole chiave ma per un utente non è curioso. Un titolo come “La clamorosa polemica tra Jerry Scotti e Carlo Conti: tutta la discussione” è un titolo equilibrato con Keyword e italiano corretto (si…) tra le due funzioni.
  • Da quanto abbiamo appena detto, si capisce che i titoli devono essere rappresentativi della pagina. Chiamare una pagina “Home Page”, oppure “Registrazione” ha poco senso da entrambi i punti di vista.
  • Quanto deve essere lungo il titolo? Ad oggi, non c’è un limite di caratteri che viene considerato, a differenza del passato, perché Google cerca di adattarsi al dispositivo che si utilizza. In ogni caso, non esagerate con la lunghezza, è buona norma contenersi nei 70 caratteri.
  • Bisogna sempre ricordare che le parole più importanti vanno all’inizio, mentre quelle alla fine perdono di forza. Per questo, se io ho un sito a tema Android, sarà un titolo migliore “Android: le migliori guide, smartphone, applicazioni e accessori” che non “Le migliori guide, smartphone, applicazioni e accessori per Android“. A parità di contenuto, di due siti che usano questi titoli il primo sarà considerato molto più importante.
  • Alcuni siti mettono il nome del brand prima delle altre parole nel titolo. Questo può essere positivo o negativo a seconda dei casi: se siamo Repubblica e le persone cercano magari “Renzi Repubblica” è distintivo e, anzi, è favorevole (se guardate i titoli di Wikipedia, c’è sempre la parola “Wikipedia” nel titolo). Se ci chiamiamo “Ilmigliorsitodinotizie” nessuno ci conosce, nessuno ci cerca così su Google ed è inutile mettere il nome all’inizio togliendo così spazio a componenti più importanti.
  • E’ importante variare, come dicevamo prima, i titoli per ogni pagina. Al di là dei blog, dove giocoforza ogni pagina ha un titolo a sé stante, nei siti più descrittivi non mettiamo sempre “Le migliori app e recensioni per iPhone”, ad esempio, ma variamo come “iPhone: le migliori notizie e aggiornamenti di oggi” nella pagina delle notizie, “Registrati per non perdere gli aggiornamenti sul tuo iPhone” in quella delle registrazioni, “Contatti: cerchi qualcosa su iPhone che non trovi nel sito? Chiedicelo!” nella pagina dei contatti. In questo modo le pagine risulteranno diverse al motore di ricerca che le valorizzerà singolarmente, mentre penalizzerà in massa siti con i titoli tutti uguali.
  • Usare i caratteri speciali (ad esempio parentesi, virgolette sx/dx, trattini, parentsi quadre) perchè attirano maggiormente l’occhio del visitatore apportando buoni aumenti di ctr nei risultati di ricerca.
  • Le liste numeriche sono un altra tipologia di titolo ad alto ctr. Se scrivete un articolo con una lista, quantificatela nel titolo.
    Ad esempio se parlate dei 3 migliori ristoranti a Firenze è molto meglio scrivere “Firenze: i 3 migliori ristoranti dove mangiare” anzichè scrivere “I migliori ristoranti di Firenze”. Il secondo titolo appare più vago e da l’idea di un articolo più approssimativo.
  • Studiare è fondamentale nella scelta di un buon titolo. Per prima cosa bisogna studiare le nostre stesse pagine, poi quelle dei competitor. Guardando le nostre, vediamo quali pagine hanno più visite e da dove arrivano (Google o Social?); se arrivano da Google, probabilmente il titolo è fatto particolarmente bene e bisogna prendere spunto. Cercando, poi, la cosa per cui vorremmo essere trovati (per esempio, “crocchette cani“) studiamo i titoli degli altri siti che vengono trovati. Vediamo in particolar modo il primo e prendiamo spunto, magari dalle key che usa, ovviamente senza copiare: impareremo così come migliorare.
  • Ultimo ma non meno importante, se avete un dubbio o non sapete bene che pesci prendere, scrivete il titolo pensando sopratutto agli utenti e non a Google.
    Sono loro la vostra vera forza per posizionarvi. Potete spingere quanto volete le vostre pagine e siti web, ma se nessuno li clicca pian piano scenderete inesorabilmente, al contrario, se riuscite ad ottenere un buon ctr nelle serp, guadagnerete posizioni importanti.

 

Per finire, un ultimo consiglio relativo ad un componente molto utilizzato: Yoast. Il plugin più celebre per la SEO è una traccia, non è il Graal della SEO. Anzi. Basti pensare che valuta una sola key che può essere in qualsiasi parte del titolo, valuta il testo (che potremmo non indicizzare), valuta la lunghezza del titolo (che non ha validità)… insomma, ha dei difetti ed è utile solo per chi è alle prime armi. Se non lo siete, cercate di seguire i nostri consigli anche a costo di beccarvi un semaforo giallo, e non verde, da Yoast. Le conseguenze le vedrete qualche tempo dopo guardando la pagina delle visite del sito.

Ricordiamo, infine, che è Google stessa ad aiutarci a capire se qualcosa non va nell’ottimizzazione del nostro titolo. Certo, è in grado di segnalare errori tecnici (come più pagine con lo stesso titolo) e non errori di forma, ma è sempre meglio che nulla; alla fine del lavoro, quindi, come “prova del 9” si può utilizzare la Search Console per capire se abbiamo sbagliato qualcosa, e dove abbiamo sbagliato, nell’ottimizzazione del nostro sito web.

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