Come analizzare e valutare la difficoltà di una keyword

kw difficolta

Il sogno di ogni webmaster è riuscire a trovare nella sua nicchia, le parole chiave con il più alto numero di ricerche e con la più bassa difficoltà per raggiungere la prima posizione. Tutti sappiamo che solitamente le query che portano tanti visitatori, sono anche le più competitive. Viceversa, se è più facile posizionarsi in alto nella serp, solitamente il numero di visitatori che dobbiamo aspettarci è altrettanto basso. Diciamo che in genere, difficoltà e numero di visitatori vanno a braccetto.

In questo articolo non voglio smontare questo “mito”, ne tantomeno confermarlo. Le variabili che concorrono a “costruire” la difficoltà di una parola chiave sono davvero tante, quindi è possibile trovarne alcune che si posizionano in prima pagina con siti siti brutti, fatti male, e senza backlink…ma che riescono comunque a portarci un numero rispettabile di visite.

Quello di cui voglio parlare è come poter cercare di capire quanto possa essere difficile e dispendiosa (in termini di tempo e di soldi) per te un parola chiave. Ti dico subito che non esiste un metodo o un tool in grado di rivelarti rapidamente questa informazione. Per ottenerla è necessario imparare a utilizzare qualche strumento e osservare bene le serp di Google.

Io solitamente procedo per step, analizzando la keyword da diversi punti di vista, tentando di avere una visione quanto più precisa possibile.

Dai, iniziamo.

Utilizzo dei tool seo

Sicuramente gli strumenti online consentono di effettuare una analisi molto rapida, per poter avere subito una visione di massima della difficoltà con cui avremo a che fare. Naturalmente tale stima è meno accurata, come è normale che sia, poichè un tool non puo’ fisiologicamente prendere in esame le molte variabili che entrano in gioco, solo l’occhio umano puo’ vederle e valutarle.

Per ogni tool ho voluto stilare un range di difficoltà in base alla mia esperienza personale, partendo da un livello molto facile fino ad arrivare ad una difficoltà davvero molto alta.

KwFinder

kwfinder

KwFinder: Il tool creato da Mangools società situata in Slovacchia, consente di analizzare le parole chiave impostando la lingua (ce ne sono davvero molte) e lo stato (inteso come luogo) di nostro interesse. Consente di ottenere i seguenti dati:

  • Una stima della difficoltà della parola chiave
  • Il volume medio delle ricerche mensili (dato di Google)
  • Il CPC
  • la stagionalità della keyword

La scala della difficoltà io l’ho suddivisa cosi’

  • Da 1 a 10: Facile
  • Da 11 a 30: Media difficoltà
  • Da 31 a 40: Difficile
  • Da 41 a 50: Molto Difficile
  • Oltre 50: Quasi impossibile

SeoZoom

seozoom

SeoZoom: La nota suite italiana dedicata ai professionisti della seo, fra le tante funzioni implementa anche una analisi delle keyword, restituendo:

  • La stima della difficoltà
  • Il volume di ricerca medio mensile (dato di Google)
  • Il numero di pagine indicizzate
  • Il CPC medio
  • L’andamento della stagionalità della kw

Le informazioni che questo strumento puo’ fornire sono molte altre, ma a noi adesso interessa la difficoltà. Io per Seozoom considero questa graduatoria:

  • Da 1 a 20: Facile
  • Da 21 a 40: Media difficoltà
  • Da 41 a 50: Difficile
  • Da 51 a 60: Molto Difficile
  • Oltre 60: Quasi impossibile

Semrush

semrush difficolta

Semrush: Si tratta di uno dei più noti tool per l’analisi seo di siti web e keyword. Implementa una sezione dedicata proprio alla difficoltà delle parole chiave, lo Strumento Keyword Difficulty che vi darà le seguenti informazioni:

  • Livello di difficoltà
  • Volume di ricerca medio (dato di Google)
  • Numero di pagine indicizzate
  • Il trend stagionale della keyword
  • Uno screenshot della query

La graduatoria per Semrush è molto vicina a quella di Seozoom, in quanto la valutazione della difficoltà spesso è molto vicina. La ricopio qui per comodità:

  • Da 1 a 20: Facile
  • Da 21 a 40: Media difficoltà
  • Da 41 a 50: Difficile
  • Da 51 a 60: Molto Difficile
  • Oltre 60: Quasi impossibile

Analisi della serp

Considerando assodato che sia assolutamente necessario realizzare siti che siano utili per gli utenti, e che offrano ad essi un reale valore aggiunto rispetto ai competitor, vediamo quali sono gli aspetti che potrebbere determinare la difficoltà di ottenere un buon posizionamente su Google.

Numero di risultati

risultati google

Quando si effetua una ricerca appare un numero sotto alla barra di ricerca. Quelle sono le pagine (o le url) indicizzate che Google associa a quella query. E’ ovvio che più è alto questo numero e più la competizione si fa difficile. Ma questa affermazione non è sempre vera. Potremmo avere keyword con un numero di risultati relativamente basso ( sotto i 200.000) ed avere comunque una competizione molto serrata, come succede spesso nelle serp finanziarie.

Pertanto anche questo dato serve ad avere un’ idea sulla quantità della concorrenza che avremo davanti, ma è un numero da prendere sempre con le pinze.

Tipologia della parola chiave

Ogni query di ricerca è una storia a se, in quanto tipologie diverse muovono interessi (economici) diversi. Più una parola chiave è economicamente redditizia, maggiore sarà la difficoltà per raggiungere le prime posizioni su Google.

E’ noto infatti che se vogliamo intaccare keyword che rientrano nelle seguenti tipologie dovremo sudare non poco:

  • Finanza: che comprende prestiti, mutui, assicurazioni, informazioni bancarie. Insomma tutto quello che riguarda la finanza e la circolazione di denaro.
  • Turismo: ossia prenotazioni di hotel, recensioni o consigli sulle migliori strutture turistiche.
  • Scommesse: intendo le scommesse legali (autorizzate da aams) legate sopratutto ad eventi sportivi o comunque, giochi dove è possibile puntare del denaro.
  • Gambling: in pratica tutto il mondo dei casino’ e del gioco d’azzardo (parliamo sempre nella sfera della legalità).

In questi settori la guerra fra webmaster è molto serrata, ma questo non vuol dire che altri siano semplici da dominare, solamente in questi che ho elencato c’è veramente bisogno di molte risorse economiche, organizzative e di tempo.

Bisogno dell’utente

I siti presenti nella prima pagina soddisfano gli utenti o sono un po’ incompleti? Spesso capita che alcune parole chiave siano sature, ossia le pagine che Google propone soddisfano appieno il search intent. E’ necessario visionare e analizzare accuratamente ogni singolo sito presente nelle prime posizioni (almeno le prime 5) e osservare bene:

  • La struttura: I contenuti sono presentati bene? E’ facile capire e reperire le informazioni all’interno della pagina?
  • Tipologia dei  contenuti: i siti ben posizionati offrono solo contenuti testuali? O hanno anche immagini? O magari video?
  • Velocità: le pagine si aprono velocemente?
  • Backilnk: le url ben posizionate hanno molti backlink di qualità?

Se la risposta ad una o più domande è no, abbiamo trovato su cosa puntare per far emergere il nostro sito. Ovviamente più lacune hanno i vostri competitor, più semplice sarà scavalcarli, al contrario, se le risposte alle domande precedenti sono tutte si allora la difficoltà sarà piuttosto elevata.

Puo’ capitare anche che Google stesso offra le informazioni di cui l’utente ha bisogno. Supponiamo ad esempio di aver bisogno di effettuare dei calcoli, e di cercare appunto la parola “calcolatrice“. Vediamo cosa succede.

query calcolatrice

Come si vede nell’immagine lo stesso motore di ricerca propone cio’ che vuole (probabilmente) il 90% di chi effettua questa ricerca..magari qualcuno vuole acquistare una calcolatrice, ma ritengo sia una minima parte. A questo punto serve a poco impegnarsi a costruire un sito con lo script di una calcolatrice.

Viceversa se ci accorgiamo che i siti ben posizionati presentano delle mancanze, possiamo sfruttare queste lacune per poterci insinuare offrendo un contenuto migliore e più completo, rispetto a chi già e presente ai primi posti della serp. Pertanto se siamo ben organizzati e competenti nell’argomento, la strada potrebbe diventare nettamente più facile di quanto poteva sembrare ad un primo impatto.

Struttura della serp

Molte keyword possono avere due o più interpretazioni. Solitamente Google in questi casi elabora la serp suddividendo le interpretazioni in 3 gruppi:

  • Dominante: il significato che la maggiore parte degli utenti da a quella keyword.
  • Comune: l’intepretazione che una buona percentuale di persone da alla parola chiave in esame.
  • Minore: pochi utenti associano questo tipo di significato alla parola chiave.

Capire questa classificazione per una specifica ricerca è molto importante, perchè ovviamente i motori di ricerca danno ad ogni gruppo di interpretazione delle posizioni diverse. Ovviamente il significato dominante otterrà le prime posizioni, seguito poi da quello comune ed infine dal minore. Se si cerca la parola “mercurio” questa trova come “dominante” il riferimento al pianeta, seguito poi dall’elemento chimico e poi dalla divinità mitologica.

struttura query

Inoltre anche il luogo e il periodo nel quale viene effettuata la ricerca, influenza l’interpretazione della parola chiave. Se si cerca la parola “apple” dall’italia, Google la associa al 90% alla famosa socirtà di Cupertino, mentre se la stessa ricerca viene eseguita in Inghilterra o negli USA, il motore di ricerca potrebbe fare riferimento anche al frutto oppure ad una cittadina degli Stati Uniti.

Brand

Molti settori sul web hanno dei brand (o marchi) piuttosto affermati. La loro presenza molte volte è quasi inevitabile, ed aumenta non poco la difficoltà, in quanto gli utenti sono più propensi a cliccare e visitare siti di marchi che già conoscono, o di cui hanno sentito parlare. Pertanto una query piena di nomi noti sarà difficile da scalare, al contrario di una dove magari non ce ne sono o ne è presente uno solo.

Un esmpio molto lampante è la keyword “news” che è infarcita di brand e siti molto autorevoli, o anche una più banale come “figurine calciatori” presenta una concreta difficoltà.

Tipologia di sito necessario

E’ molto importante comprendere bene la tipologia di contenuto richiesto, poichè potrebbe determinare un esborso economico più o meno importante. Questa specifica analisi deve essere più che altro introspettiva, nessuna tipologia di sito è più facile o difficile di un altro, devi essere tu a valutare la fattibilità di un progetto per quelle che sono le tue potenzialità.

Spesso è sufficiente un blog o comunque un sito informativo, ma alcune parole chiave potrebbero richiedere la necessità di creare uno shop online, quindi con tutte le dinamiche che da esso ne conseguono (certificato ssl, acquisto merce, assistenza clienti, ecc.).

Ci sono settori dove è utile pubblicare molte notizie aggiornate frequentemente, sopratutto se ci si vuole affermare con Google News, quindi è necessario gestire una redazione composta da più articolisti, i quali vanno coordinati e indirizzati sull’argomento del nostro sito.

Altra casistica che ultimamente si sta largamente diffondendo è la creazione di video, che è più difficile di quello che si puo’ pensare. Infatti è impensabile girarli con un cellulare o con la web-cam del portatile. In questi casi è evidente l’investimento nell’attrezzatura per registrare i filmati, oltre ad imparare a montarli ed editarli con un software apposito.

Infine puo’ capitare di dover creare uno script particolare, per poter eccellere rispetto ai concorrenti, quindi se non si hanno le conoscenze tecniche di programmazione per poterlo creare sarà necessario contattare qualcuno che lo faccia per noi.

In ogni caso l’analisi dei siti già ben posizionati è molto importante. Ma l’obiettivo non è di imitare gli altri, ma bensi’ di offrire cio’ che loro non hanno e che puo’ comunque risultare utile per i nostri visitatori. Se una query presenta solo blog di testi informativi, puo’ essere spesso utile cercare di emergere affiancando alle informazioni testuali anche dei video o dei file audio. Se notiamo che invece in una serp sono ben posizionati ecommerce che utilizzano cms standard, senza particolari funzioni, possiamo attirare visitatori implementando nel nostro shop online delle funzionalità aggiuntive che lo renderanno unico e originale agli occhi di chi lo visiterà.

Leave a Reply